Voce alla sociologia: nel mese di ottobre una serie di iniziative pensate per esplorare la materia e il suo rapporto con i media

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Da qualche anno la sociologia italiana ha scelto di “aprire al pubblico” quel laboratorio diffuso di ricerca costituito dal lavoro dei docenti che operano nei diversi dipartimenti Italiani. È una decisione rafforzata dalla volontà di istituire un dialogo con il paese e si esprime a più livelli: la progettazione della II Settimana della sociologia proposta e organizzata dalla Conferenza nazionale dei direttori di dipartimento di area sociologica con l’Associazione italiana di sociologia, la III edizione del Festival della sociologia a Narni e, infine, la Giornata sociologica Sapienza. Le tre iniziative sono state presentate lunedì scorso, a Roma, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sala convegni Angrisani dell’Agcom. Le manifestazioni prenderanno il via venerdì 12 e sabato 13 ottobre con il Festival di Narni, ma si svilupperanno contemporaneamente e fino al 19 ottobre in tutta Italia, negli Atenei in cui sono presenti docenti di discipline sociologiche.

Accendere la luce sulla sociologia è l’obiettivo unificante di questi eventi, che del resto presentano diversi punti in comune, a partire dalla strategia di pubblicizzare l’innovativa produzione scientifica, didattica e culturale dei dipartimenti, traducendosi dunque in iniziative di Terza missione e accreditando sempre più la sociologia nelle istituzioni e nelle comunità di riferimento. Si tratta di una scelta di vocalità anche nei confronti dei mezzi di informazione, che trova il suo significato più profondo nella concreta testimonianza di una capacità di apertura delle scienze sociali per sollecitare un dibattito non diplomatico sulla crisi italiana, a partire dai mutamenti degli ultimi decenni.

Le ragioni per rivendicare un nuovo livello di attenzione per la ricerca universitaria in generale e per le scienze della società in particolare, consistono nella documentata presa d’atto che lo stesso cambiamento politico è stato largamente non previsto da buona parte del sistema istituzionale, per non parlare del mondo della comunicazione e dei media. Questa responsabilità, però, non riguarda la sociologia, che ha sempre cercato di documentare le trasformazioni nelle aspettative individuali e soprattutto giovanili, nel contesto di un trend al cambiamento semplificato sotto l’etichetta un po’ sbrigativa di “antipolitica”. Ma c’è anche da discutere il ruolo dei media nell’orientamento dei valori politici e nella costruzione dei discorsi pubblici, non dimenticando il loro impatto nella drammatizzazione dei problemi sociali e nella conseguente stimolazione di un’insicurezza collettiva.

È con temi di questa densità che una sociologia sempre più attenta al mutamento sociale dovrà misurarsi nei prossimi anni, aggiornando continuamente interrogativi e problemi che saranno variamente presenti nell’album di manifestazioni previste in tutta Italia e nel Festival di Narni. Il quale quest’anno affronta con decisione il tema dei confini e delle convivenze fuori dalla propaganda mediatica e di parte. Interverranno tra gli altri a Narni: Ali Ait Abdelmalek, Dario Antiseri, Enrica Amaturo, Antonello Folco Biagini, Alessandro Cavalli, Lucio D’Alessandro, Giuseppe De Rita, Lorenzo Donini, Carla Facchini, Enrico Giovannini, Monica Guerritore, David Le Breton, Andrea Lenzi, Davide Morcone, Edgar Morin, Giovanna Motta, Patrick Tacussel, Roberto Zaccaria.

 

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