A Modena un progetto pilota per insegnare il coding a scuola

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La semplicità d’uso dei dispositivi informatici e mobili rischia di appiattire le potenzialità creative del digitale. Le tecnologie digitali possono invece essere utilizzate nella didattica in modo creativo, coinvolgente e intelligente con l’obiettivo di favorire la multidisciplinarietà e l’integrazione scolastica.

E’ quanto viene sperimentando a Modena in tredici classi di sei scuole primarie (complessivamente più di 250 bambini), grazie a un progetto pilota finanziato dall’Amministrazione comunale: “Scuola 2.0: Code it, make it!”,di durata biennale, che promuove l’uso delle tecnologie digitali in classe, applicandole ad ogni ambito curricolare – tecnico, artistico, culturale -. makemodena1

Ultimata la prima fase di formazione rivolta agli insegnanti, avviata a inizio anno scolastico, hanno preso il via in questi giorni i laboratori per gli alunni: fino a giugno ognuna delle classi coinvolte sarà impegnata in attività di formazione e laboratori con esperti di coding, scrittura creativa, sistema del gioco e grafica. Successivamente i ragazzi passeranno dalla dimensione del sapere a quella del saper fare, sperimentando la possibilità di creare piccoli robot.

Il punto di partenza di “Scuola 2.0: Code it, make it!” è che, se le App, così diffuse sui dispositivi mobili di adulti e ragazzi, sono pensate per un uso preciso, intuitivo, con movimenti standard e poco personalizzabili, la programmazione (coding) sviluppa invece il pensiero computazionale. In altre parole, insegna a trovare soluzioni creative ai problemi, un modo di affrontare le cose che può essere applicato a tutti gli aspetti della conoscenza e a tutte le materie. Creare un video gioco o un’animazione al computer implica pensare e scrivere una storia, disegnare ambienti, strutturare un sistema di interazione con il giocatore, prendere decisioni a livello grafico, inserire musica e suoni, caratterizzare i personaggi. Ecco come e perché l’insegnamento delle tecnologie digitali può avere  un alto potenziale didattico.

I progetti interdisciplinari realizzati nell’ambito del progetto promuovono anche la collaborazione tra diversi ambiti didattici, consentendo ai bambini di lavorare in gruppi in cui ciascuno mette in campo competenze diverse in base ad attitudini e abilità personali. Questa modalità di lavoro  favorisce la collaborazione e una sorta di educazione tra pari, attraverso la condivisione delle strategie utilizzate per risolvere i problemi. Agli alunni saranno proposti progetti progressivamente più complessi, in grado di condurli a sviluppare competenze e conoscenze nella programmazione informatica.

Il linguaggio di programmazione utilizzato è Scratch, un linguaggio sviluppato dal Mit, il Massachusetts Institute of Technology, per la didattica informatica. Scratch permette ai bambini di creare animazioni, giochi e programmi interattivi; inoltre consente di comandare e programmare semplici periferiche quali un microcontrollore, una stampante 3D o un piccolo drone, per creare prodotti di microrobotica e artigianato digitale. La sede e le attrezzature comunali del FabLab Makeitmodena potranno essere utilizzate nella realizzazione dei progetti elaborati dalle scuole, mentre il Centro multieducativo Memo, produrrà una documentazione di tutto il percorso con filmati e interviste.

 

 

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FRANCESCA CECCONI

Co-fondatrice cittadiniditwitter.it Social media strategist - teams coordinator / Copywriting e content editor / Formazione - Digital coach / PR e management eventi

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