Il nuovo welfare aziendale ed il social media marketing

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Un numero sempre maggiore di aziende sostituisce parte dell’aumento di retribuzione con strumenti di “flexible benefit” legati alla salute ed al tempo libero dei dipendenti. Soprattutto nel periodo di crisi, questi strumenti hanno surrogato in molti rinnovi contrattuali aumenti retributivi impossibili in momenti in cui la priorità è mantenere il posto di lavoro. Ecco quindi che questi strumenti di “welfare di secondo livello” sono diventati ben accetti durante la contemporanea asfissia del welfare di primo livello.
Sanità, scuole, formazione, attività fisica, attività culturali: questi i principali benefici erogati da aziende medie e piccole che vogliono migliorare la qualità di vita aziendale e quindi compensare vita privata e attività professionale dei propri dipendenti. La sanità è il primo benefit che ha trovato spazio nei contratti di lavoro: si tratta di garantire un sistema sanitario aggiuntivo a quello pubblico generalista, dedicato al dipendente e spesso anche ai propri familiari: oltre al rimborso di spese mediche, anche la facilità di poter usufruire della corsia preferenziale per prenotazioni, visite, esami diagnostici, interventi, etc. , garantendo risparmi di tempo e risorse che il dipendente può utilizzare in altro modo. Con un concetto di tutele che si allarga rispetto a quanto garantito a tutti dal welfare sociale, con una percezione così positiva da generare una fidelizzazione del rapporto professionale ed una accresciuta disponibilità, con conseguente miglioramento del clima aziendale.
Tra i nuovi benefit, molte aziende stanno considerando di inserire tra i servizi e gli strumenti a supporto del singolo dipendente e della sua famiglia anche specifici voucher ( sul modello dei buoni pasto) per dotare di strumenti di connessione continua il lavoratore: ecco quindi che se da un lato è interesse generale dotare il Paese della banda larga, le aziende possono completare il percorso offrendo ai dipendenti facilitazioni economiche nel reperire gli strumenti tecnologici (smartphone e tablet) o nel sottoscrivere abbonamenti ai gestori di rete o anche compartecipare alle spese formative extralavorative. Tutto questo avviene in aziende italiane che non sembrano per niente spaventate dal fatto che il proprio dipendente possa distrarsi dall’uso di mailing e dei social media: tutt’altro. Le aziende sanno bene quali sono i grandi vantaggi nel medio periodo : sarà per loro un valore aggiunto sapere che gran parte dei propri dipendenti sa già utilizzare bene i social media per comunicare tra loro . Perché quando sarà l’azienda ad utilizzare stabilmente questi strumenti – passando ad esempio dal mero controllo dell’orario di presenza alla responsabilizzazione sui risultati – nessun dipendente potrà dire “non lo sapevo…”.

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ALESSANDRO SIGNORINI

Giornalista e motociclista, con un pallone vedo bene la rete...

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