Bollicine Social nella villa sul Lago

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Bollicine nella villa sul lago. 1717 è la data scolpita su una pietra della cantina: proprietari a quel tempo i nobili Baldelli, poi un altro blasone fino al 1935 quando in pieno Ventennio la Tenuta La Pucciarella e la “gemella” Trequanda, al confine tra la Val d’Orcia e il ‘fortino’ del Brunello, Montalcino, passò al Fondo Pensioni Cariplo, oggi nell’orbita del sistema bancario San Paolo Intesa. Lago Trasimeno, tra Umbria e Toscana, il ‘regno’ delle bollicine. Alla Pucciarella è il  Ca’ de Sassi è lo spumante di punta, chardonnay in purezza. Notevole. Come la villa che racconta la storia di una zona ancora integra per bellezza paesaggistica e cura del terroir. Le ‘carezze’ del Lago, il clima mite che risale fino su alla collina creano un microclima particolarmente vocato alla spumatizzazione dello Chardonnay e del Pinot Nero che dà un rosè delicato ed elegante.  E’ il ‘regno’ di Emanuele Bizzi, direttore della Tenuta e del suo staff: giovani motivati e appassionati come Gianni e Massimo “il signore’ della cantina, quello che “non si muove niente senza il suo parere”. Supervisione di un big dell’enologia italiana: Riccardo Cotarella. Team collaudato a giudicare dall’ampia gamma di vini prodotti e offerti da decenni al circuito bancario ma oggi pronti a ‘sbarcare’ anche nel grande mercato internazionale.pucciarella 1

Gli strumenti sono i Social per raccontare il mestiere, la cura e il rigore che stanno dietro e dentro ogni bottiglia, ma anche innovazione, ricerca e investimenti che contraddistingue la ‘policy’ della proprietà. Tanto per avere un’idea, La Pucciarella e Trequanda rappresentano il 5 per cento del patrimonio del Fondo i cui vertici sono da sempre molto attenti alla conservazione e tutela di un sistema agricolo fatto di tradizione, storia, conoscenza ed esperienza centenaria. Business is business, si sa, ma qui l’idea di fondo è privilegiare la valorizzazione di un patrimonio sul quale in pochi, specie di questi tempi, avrebbero deciso di continuare a puntare.

Risalendo dal lungo viale di cipressi che costeggia il parco monumentale della villa, si ha la sensazione di entrare nella storia che parla attraverso le pietre dell’antico torrione o la bellezza della chiesetta intitolata a Sant’Anna, o ancora nella ‘fucina’ dei rossi, dei bianchi e degli spumanti. In cantina ci si muove nella sala “operativa” dove le tecnologie danno un supporto importante alle fasi della lavorazione affidate, rigorosamente, nelle mani di chi ha mestiere. La parte dedicata all’invecchiamento apre un altro mondo: file e file di pupitre, poi i macchinari per gli step della spumantizzazione. Ed ancora: un ‘tappeto’ di botti di rovere francese per l’invecchiamento delle Riserve e dei Rossi che fanno il ‘blasone’ de La Pucciarella.

pucciarella 4Il vino? “Non è solo un alimento, è un qualcosa di intimo, particolare. Io il vino lo vivo a 360 gradi e per me è più passione che mestiere” spiega con un sorriso”. Emanuele annuisce e descrive Massimo così: “Quando dopo la vendemmia arrivano in cantina le prime uve, lui sa analizzarle già a colpo d’occhio. Ogni stagione io gli faccio la stessa domanda: Massimo, come sono le uve? La sua risposta è sempre netta, chiara, e vera”. Massimo si nasconde dietro l’azzurro degli occhi e abbassa la testa quasi a schernirsi mentre Emanuele riprende il racconto del ‘chi siamo’: “Il nostro team è composito e molto motivato: si va dal più giovane – 28 anni – al più ‘anziano’ che di anni ne ha solo 52. Persone anzitutto appassionate del loro lavoro e tra questi, sono orgoglioso di dire che in azienda abbiamo rappresentate ben tre generazioni, nel senso che oggi abbiamo un ragazzo nipote di un nostro dipendente. Questo per descrivere lo spirito che anima il nostro impegno quotidiano”. I numeri danno la fotografia della realtà aziendale: 250mila bottiglie all’anno, 280 ettari dei quali 70 a vigneto, altri venti di oliveto. Poi ci sono sette poderi, quattro bacini idrici per l’irrigazione e un laghetto realizzato nel ’56 oggi vocato alla pesca sportiva. E ancora: casali adibiti ad agriturismo, come lo splendido complesso della villa padronale. A questo si aggiunge una parte dell’attività adibita a cerimonie, banchetti, eventi.

Le bollicine sono nate come una sperimentazione che risale agli anni Novanta: dalle originarie tremila bottiglie metodo classico, oggi di bottiglie l’azienda ne produce trentamila all’anno nelle due tipologie, oggi particolarmente richieste dal mercato interno e non solo. Gianni è il front-man de La Pucciarella: laurea in antropologia, sommelier, una passione smisurata per il vino e la terra. E’ lui il ‘Cicerone’ che racconta ai tanti visitatori cosa è l’azienda, la sua storia, l’attenzione della proprietà alla valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità, la cura degli edifici, la sensibilità all’innovazione tecnologica e alla qualità dei prodotti. “Per me è una grande opportunità per approfondire il mio bagaglio culturale, puntando anche al forte legame dell’azienda con le tradizioni antiche di questa parte di Umbria”. E’ lui l’uomo del vino sfuso, cioè il recupero di una tradizione ancora molto sentita da queste parti. “La gente è ancora legata alla damigiana e noi abbiamo pensato di dedicare una sezione della produzione verso questa tipologia di vendita che sta riscontrando grande interesse”, spiega Emanuele mentre mostra le più innovative versioni delle antiche damigiane: piccoli contenitori, più pratici e meno ingombranti che consentono di conservare un quantitativo di vino in casa per un periodo congruo. “Anche in questo caso, tutto passa da un’attenta selezione delle uve impiegate nella lavorazione. Da noi, del resto, niente è casuale”.  E a proposito di nuove tecnologie, alla Pucciarella si pucciarella 3clicca ‘Social’: tutti su Facebook e Twitter per raccontare il lavoro di ogni giorno, in vigna e in cantina: pc e smartphone. “I Social sono uno strumento sempre più importante che consente di acquisire visibilità a livello nazionale  e internazionale. Farsi conoscere, promuovere i prodotti, parlare della qualità e di come si lavora, è il modo migliore per avvicinare appassionati, neofiti ed esperti, compresa la filiera di ristoranti, wine bar, enoteche ai quali intendiamo rivolgerci. Azione che va di pari passo con l’attenzione che anche attraverso l’uso dei Social, vogliamo dedicare sempre di più ai mercati internazionali”. Una nuova sfida per la Pucciarella.

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LUCIA BIGOZZI

Toscanissima. Giornalista per passione. Ventiquattro anni fa avevo due opzioni: o l’insegnamento (laurea in lettere classiche) o quella di chi mi diceva “Giornalista? Per carità, trovati un uomo ricco e sposalo". Ho scelto la mia di strada, controvento. Dal 1988 duri anni di gavetta, puro precariato, eppure preziosi perchè mi hanno fatto scuola. Prima sui campi di calcio di una piccola squadra di provincia per il Corriere dell'Umbria, poi undici anni nella redazione del tg di Teletruria (emittente televisiva di Arezzo). In quegli anni arrivò l'assunzione al quotidiano Il Corriere di Arezzo, l’esame a Roma per diventare giornalista professionista e di lì a poco la collaborazione con l'Ansa (per quattro anni corrispondente da Arezzo). Dopo l'esperienza televisiva e quando tutto sembrava andare storto, mi sono aperta una piccola agenzia di stampa fornendo notizie a radio, quotidiani e tv locali. Chiusa quella fase, ci fu la corrispondenza per Il Giornale della Toscana (dorso regionale de Il Giornale) e un anno dopo l'assunzione nella redazione del quotidiano di Firenze dove sono rimasta per dieci anni (dalla nera alla bianca), scalando piano piano i gradini della carriera professionale fino a diventare caposervizio del politico. Anni bellissimi durante i quali ho avuto l'opportunità di scrivere anche per il quotidiano nazionale. Infine nel 2009, il 'grande salto' a Roma con l'entusiasmo di rimettermi ancora una volta in gioco, ricominciando da me. Quattro anni alla redazione de L'Occidentale (vicecaporedattore), sempre a tu per tu con la 'politica-mon-amour', il desk e la gestione delle piattaforme web. Oggi, nella redazione del quotidiano online Intelligonews. Le mie parole-chiave: avanti, coraggio, tenacia, umiltà, obiettivo. Ultima “conquista”: Sommelier del vino!

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