Vino e blog, Elisabetta Tosi: “I social network? Determinanti per le aziende!”

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La Rete è il futuro che è già presente. I social sono le autostrade senza confini di una community globale. Parlare con Elisabetta Tosi significa attraversarle in lungo e in largo in un viaggio che racconta un altro aspetto del comunicare il vino. Nuove tecnologie, linguaggio e approccio assolutamente lontani da canoni e stereotipi ormai datati. Per le aziende è un modo diretto, di approcciare consumatori sempre più appassionati, aggiornati, esigenti e quindi critici. Veronese, laureata in Filosofia, giornalista indipendente,  wine blogger e columnist del wine magazine online Palate Press.com. ElisabettaTosi_BloggerElisabetta Tosi (nella  foto) è tra i cento bloggers più influenti al mondo premiati da Wine Wankers. Autrice di  libri sul vino, copywriter e consulente di aziende per l’uso delle nuove tecnologie. Digital  Wine Communicators Conference Italian Ambassador, #winelover community Italian  Ambassador (www.fermentidigitali.com www.terroiramarone.net), Elisabetta disvela la  trama di un racconto nuovo su vino e terroir,  spiega perchè le aziende non possono  rinunciare ai social nell’era dei … Cittadini di Twitter. Senza filtri.

 Chi è un blogger? Uno spirito libero, un anarchico? Tu come ti definiresti?

Tecnicamente parlando, il blog è uno strumento di self-publishing e il blogger una  persona che lo utilizza per esprimere le sue idee, condividere esperienze, parlare dei suoi  interessi… Nè più, nè meno. E’ il modo con cui si utilizza questo strumento che ci connota:  generalmente, il blog è qualcosa di personale, in cui ci si esprime in libertà, senza filtri o auto-censure di sorta. Una caratteristica che però dovrebbe indurre tutti a stare molto attenti a quello che si scrive e a come lo si scrive, non solo per evitare problemi di vario genere con la legge, ma anche per  non rischiare di far sfoggio di grossolane ignoranze.

Quanto a me, sono una giornalista che scrive sul web, e che tra le altre cose scrive su un wine blog personale (www.vinopigro.it). Ma solo quando ha tempo, voglia, e argomenti che le piacciono”.

Qual è il ‘peso’ di un blogger nella comunità del web?

Se per ‘peso’ intendi l’autorevolezza, dipende dall’ambito in cui il blogger opera e dalla sua capacità di farsi riconoscere in esso come un piccolo o grande punto di riferimento. In rete nasce un blog ogni 3 secondi, conquistare l’attenzione è sempre più difficile. Ci vogliono un sacco di tempo, di costanza e di duro lavoro”.

Come e quanto il blogger può influenzare, orientare il consumatore attraverso la lettura di un vino?

Dipende dall’autorevolezza che gli viene riconosciuta. In ogni caso però non dobbiamo pensare ad un wine blogger come al tradizionale giornalista del vino, magari delle guide, trasposto sic et simpliciter sulla rete: il rapporto tra chi scrive sul web e chi legge non è tra “l’esperto” e il non-esperto, perchè è un rapporto del tipo peer to peer, da pari a pari. Da questo punto di vista più che l’opinione del singolo, per quanto influente, conta quella della community. E per arrivare a influenzare intere community su un vino ce ne vuole…”

Non c’è il rischio che, magari a certi livelli, il blogger possa diventare un filtro talvolta positivo talvolta penalizzante per un’azienda?

Non credo. Il lavoro di un blogger è sempre soggetto al vaglio di chi lo segue, e in giro ci sono lettori/commentatori molto attenti e critici”.

Come si diventa, se si diventa, un blogger autorevole, credibile?

Come ho detto prima, lavorando molto, e molto bene, senza mai smettere di aggiornarsi, anzi semmai aumentando le occasioni di conoscenza e di studio”.

Tu sei tra i cento bloggers più influenti al mondo premiati da Wine Wankers. Che effetto ti fa?

Beh, fa piacere, certo. E’ la conferma che il lavoro che sto facendo da anni va nella giusta direzione”.

Per chi come te lavora sul web, ne conosce le dinamiche, qual è ad oggi il rapporto tra le aziende e la Rete?

I segnali  incoraggianti ma non mancano, ma il quadro generale è abbastanza desolante. Le povere aziende italiane del vino, oppresse come sono da un numero spropositato di incombenze, problemi, obblighi, balzelli, proprio non ce la fanno a lasciare quella rassicurante comfort zone rappresentata finora dal mondo del marketing e della comunicazione tradizionalmente intesi. Dico questo perchè la maggior parte di loro è ancora convinta che il web serva solo a questo, a far marketing e comunicazione, o al massimo un po’ di vendita. Faticano a rendersi conto che invece è molto, molto di più. Quello della rete non è solo un nuovo ambiente: è una cultura nuova. Disinteressarsene, rifiutandosi  d’imparare a calarsi in essa, d’impadronirsi delle sue dinamiche, dei suoi linguaggi e dei suoi strumenti… significa tagliarsi fuori dal mondo che già oggi viviamo. E’ solo questione di tempo: pochi anni, e tante aziende – italiane,  ma anche estere – spariranno dal mercato”.

Chi sono i produttori che privilegiano il rapporto diretto con gli utenti della Rete?

Ho notato che solitamente sono produttori medio-piccoli, svegli, curiosi, dinamici, aperti, a volte anche con background diversi da quello agricolo. Gente che, frequentando la rete, in una certa misura vivendola, ha già iniziato a intravvedere il sorgere di nuove tendenze di consumo e di nuove categorie di consumatori, di approcci al vino diversi da quelli che conosciamo… Stanno arrivando nuovi treni, insomma, e questi produttori sono già pronti a saltarci sopra”.VinoBlogger2

Perchè le grandi aziende sembrano non amare troppo la comunicazione on line?

Discorso lungo. Le grandi aziende amano poco o nulla la comunicazione online perchè fa parte di quella famosa cultura del web che non conoscono e non capiscono, o che conoscono solo in modo molto superficiale. Inoltre, diversamente dalla comunicazione tradizionale, che può essere affidata in toto ad agenzie o uffici stampa, quella online è qualcosa che quasi non si può delegare. Del resto, proprio qui sta il bello: la comunicazione sul web è disintermediata. Sei tu, direttore generale – o  presidente, o amministratore delegato, o azionista… –  che, se vuoi,  parli della tua azienda e dei tuoi vini. Non hai bisogno del giornalista che lo faccia per te: apri il blog, o la fan Page su Facebook, e scrivi!  Ecco il problema di queste aziende: non sono preparate a parlare con il pubblico dei loro consumatori finali, perchè finora hanno parlato sempre e solo con degli intermediari: i giornalisti, i buyers, la loro rete vendita, i rivenditori”.

Il web è uno strumento di businnes?

Assolutamente sì”.

Da un recente studio di Wine News emerge che solo un’azienda su tre è presente nella community del web. Secondo te perchè nell’era digitale in Italia, diversamente da altre realtà internazionali, c’è ancora questo gap?

I motivi sono molti, e uno di questi è quello infrastrutturale. Ancora oggi, nel 2014, ci sono ampie zone d’Italia la cui copertura di rete è scarsa o addirittura nulla. Come fai a parlare dei vantaggi del web a chi non riesce nemmeno ad avere il collegamento a Internet? Un altro motivo, altrettanto serio, riguarda, ancora una volta,  la famosa “cultura del web”. Non è (ancora) qualcosa che ti trasmettono a scuola, e al tempo stesso è troppo ampia e complessa perchè  tu possa impadronirtene da solo. Occorrono buone  competenze per ‘stare nel web’ in maniera efficace e sicura, e per acquisirle in maniera relativamente veloce bisogna fare formazione. Una parola che a tante aziende fa venire il mal di pancia, perchè la percepiscono come sinonimo di tempo sottratto al lavoro”.

Perchè un produttore deve stare sul web?

Un produttore deve stare sul web perchè il suo mercato, i suoi consumatori, sono sul web. E perchè sul web ci sono anche i suoi competitors, i quali non si fanno nessun problema nell’usare i mille strumenti e stimoli che oggi la rete mette a disposizione per attirare nuovi consumatori e per parlare agli appassionati di vino di tutto il mondo. Chi vuole essere competitivo oggi, non può prescindere da un uso intelligente del web”.

Come è cambiata oggi la comunicazione del vino?

E’ cambiata moltissimo: negli strumenti e nell’approccio. Con l’avvento di Internet si è passati da una comunicazione di massa a una massa di comunicazioni, per usare un’espressione un po’ logora, nella quale il consumatore non è più un soggetto passivo, che consuma e basta (appunto), si tratti di beni materiali o immateriali come i contenuti che trova in rete. E’ diventato a sua volta un prosumer, un produttore di contenuti. La comunicazione stessa non è più solo trasmissione di messaggi a senso unico, è un dialogo tra pari. E sinceramente, trovo che così sia tutto molto più divertente”.

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LUCIA BIGOZZI

Toscanissima. Giornalista per passione. Ventiquattro anni fa avevo due opzioni: o l’insegnamento (laurea in lettere classiche) o quella di chi mi diceva “Giornalista? Per carità, trovati un uomo ricco e sposalo". Ho scelto la mia di strada, controvento. Dal 1988 duri anni di gavetta, puro precariato, eppure preziosi perchè mi hanno fatto scuola. Prima sui campi di calcio di una piccola squadra di provincia per il Corriere dell'Umbria, poi undici anni nella redazione del tg di Teletruria (emittente televisiva di Arezzo). In quegli anni arrivò l'assunzione al quotidiano Il Corriere di Arezzo, l’esame a Roma per diventare giornalista professionista e di lì a poco la collaborazione con l'Ansa (per quattro anni corrispondente da Arezzo). Dopo l'esperienza televisiva e quando tutto sembrava andare storto, mi sono aperta una piccola agenzia di stampa fornendo notizie a radio, quotidiani e tv locali. Chiusa quella fase, ci fu la corrispondenza per Il Giornale della Toscana (dorso regionale de Il Giornale) e un anno dopo l'assunzione nella redazione del quotidiano di Firenze dove sono rimasta per dieci anni (dalla nera alla bianca), scalando piano piano i gradini della carriera professionale fino a diventare caposervizio del politico. Anni bellissimi durante i quali ho avuto l'opportunità di scrivere anche per il quotidiano nazionale. Infine nel 2009, il 'grande salto' a Roma con l'entusiasmo di rimettermi ancora una volta in gioco, ricominciando da me. Quattro anni alla redazione de L'Occidentale (vicecaporedattore), sempre a tu per tu con la 'politica-mon-amour', il desk e la gestione delle piattaforme web. Oggi, nella redazione del quotidiano online Intelligonews. Le mie parole-chiave: avanti, coraggio, tenacia, umiltà, obiettivo. Ultima “conquista”: Sommelier del vino!

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  1. Pingback: Tutto il vino in un blogger… | Lucia Bigozzi

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