Emozioni e vino, la vetrina social dell’azienda Col di Lamo in Val d’Orcia

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Occhi neri come due chicchi di … Brunello. Col di Lamo a Montalcino come un’enclave nel Sancta Santorum del Re toscano. Arancione, come il colore “dell’alba e del tramonto”. Profilo di donna essenziale e tagliente come la lama che affonda nella vigna, smuove la terra, cura le  barbatelle, pettina la vigna. ValdOrcia_Vino2Sta qui la storia di Giovanna Neri (nella foto), donna e imprenditrice  che col colore dell’alba e del tramonto ha infranto un codice, rotto uno schema. Controcorrente,  sempre, come quando da sola ha dovuto tirarsi su le maniche e ricominciare. Dalla vigna e dal suo  vino. Col di Lamo come una scommessa costruita sulla pietra del suo casale e nelle terre dei suoi  ottanta ettari che declinano nelle dolci colline appese tra la Val d’Orcia e Siena. Una storia di  coraggio e di forti innovazioni, in vigna ma anche nella community del web. I social network sono  la vetrina del suo racconto quotidiano perchè “il vino è emozione e comunicarlo è un dovere per  chi come me ha il privilegio di fare il mestiere più bello del mondo” dice mentre smanetta al  computer su Twitter. ValdOrcia_Vino3Intorno silenzio e vigne, una distesa infinita di filari, un mare verde mosso dalla brezza di un pomeriggio di settembre, col sole a dire che ancora l’estate non ò finita.

Ciò che rende speciali i vini dell’azienda Col di Lamo è la capacità di Giovanna di trasmettere ai suoi prodotti quell’amore esclusivo che solo una donna, una madre, può provare per un figlio.
E’ così, infatti, che lei considera le sue “creature”: il Rosso di Montalcino, il Brunello di Montalcino, il Lamo e l’Acquavite, alla produzione dei quali si dedica in prima persona, determinando e guidando ogni fase della lavorazione. Esattamente come suo padre le ha insegnato.
ValdOrcia_Vino4 L’etichetta dei vini Col di Lamo è stata creativamente studiata con lo scopo di far riconoscere il tocco  femminile: il profilo delicato del volto di donna ed i colori arancione e verde del Lamo rappresentano  l’immagine che Giovanna ha voluto conferire alla sua Azienda e ai suoi prodotti.

 

 

 

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LUCIA BIGOZZI

Toscanissima. Giornalista per passione. Ventiquattro anni fa avevo due opzioni: o l’insegnamento (laurea in lettere classiche) o quella di chi mi diceva “Giornalista? Per carità, trovati un uomo ricco e sposalo". Ho scelto la mia di strada, controvento. Dal 1988 duri anni di gavetta, puro precariato, eppure preziosi perchè mi hanno fatto scuola. Prima sui campi di calcio di una piccola squadra di provincia per il Corriere dell'Umbria, poi undici anni nella redazione del tg di Teletruria (emittente televisiva di Arezzo). In quegli anni arrivò l'assunzione al quotidiano Il Corriere di Arezzo, l’esame a Roma per diventare giornalista professionista e di lì a poco la collaborazione con l'Ansa (per quattro anni corrispondente da Arezzo). Dopo l'esperienza televisiva e quando tutto sembrava andare storto, mi sono aperta una piccola agenzia di stampa fornendo notizie a radio, quotidiani e tv locali. Chiusa quella fase, ci fu la corrispondenza per Il Giornale della Toscana (dorso regionale de Il Giornale) e un anno dopo l'assunzione nella redazione del quotidiano di Firenze dove sono rimasta per dieci anni (dalla nera alla bianca), scalando piano piano i gradini della carriera professionale fino a diventare caposervizio del politico. Anni bellissimi durante i quali ho avuto l'opportunità di scrivere anche per il quotidiano nazionale. Infine nel 2009, il 'grande salto' a Roma con l'entusiasmo di rimettermi ancora una volta in gioco, ricominciando da me. Quattro anni alla redazione de L'Occidentale (vicecaporedattore), sempre a tu per tu con la 'politica-mon-amour', il desk e la gestione delle piattaforme web. Oggi, nella redazione del quotidiano online Intelligonews. Le mie parole-chiave: avanti, coraggio, tenacia, umiltà, obiettivo. Ultima “conquista”: Sommelier del vino!

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