Il trattore Social nella vigna dei nonni

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Sul trattore con lo smartphone. Alberto Dal Cero è così: 25 anni, mestiere di vignaiolo e Social a portata di mano, anzi di … vigna. Vino da tre generazioni nel cuore della Valdichiana ma un altro cuore batte in Veneto dove la famiglia Dal Cero ha le proprie radici. Dal Veneto alla Toscana, con Alberto alla guida della Tenuta Montecchiesi.DAL CERO 4

“La storia toscana nasce nel 1980 quando mio padre e mio zio, Giuseppe e Dario, figli del fondatore dell’Augusto Dal Cero, sono stati attratti dal richiamo della grande tradizione dei rossi strutturati. Cominciarono con l’impiantare nuovi vitigni accanto al nobile ed autoctono Sangiovese. Poi nel corso degli anni i nove ettari iniziali sono cresciuti e oggi la Tenuta di Cortona ha ben 46 ettari vitati”.

La fatica del mestiere la condivide con la sua giovane età e gli studi specialistici che hanno dato ad Alberto gli strumenti di conoscenza necessari a fare “il lavoro più bello del mondo. Il vino è il frutto della terra e della vigna ma perché sia buono servono passione e tanto sacrificio. La vigna la devi custodire con cura, in tutte le fasi dell’anno, con la pioggia, il sole o la neve. E’ un rapporto costante e diretto con la natura che non cambierei con niente al mondo”. Colpisce sentire un ragazzo dell’era 3.0 parlare del ritorno alla terra, di valori e tradizioni antiche, dell’attenzione verso un’agricoltura “sana” che muove dal concetto di terroir in ogni sua sfaccettatura. I social network sono il suo “braccio operativo” : “Li uso molto, ogni giorno, li ritengo uno strumento fondamentale per un imprenditore che vuole comunicare la specificità del suo lavoro. Twitter, Facebook, Istangram e Youtube sono la community nella quale divulgo il mio mestiere cercando di trasmettere le emozionni che provo ogni volta che attraverso i filari delle vigne o lavoro in cantina. Il vino è vivo e attraverso una foto postata su Facebook o un tweet cerco di avvicinare chi la guarda a ciò che faccio. Centoquaranta caratteri sono abbastanza per lanciare un messaggio, creare un’emozione, incuriosire, capire cosa c’è dietro un mondo fatto di cose semplici e autentiche. Ho molti follower che mi chiedono particolari su come nasce un vino di qualità o come vivo la mia professione. Oggi in un mondo che va veloce, c’è bisogno di soffermarsi sui particolari, di riscoprire la bellezza delle cose vere, come un buon bicchiere di vino che è sinonimo di convivialità e quindi di relazione tra le persone. Ecco col mio smartphone faccio questo, accanto alle scelte che ogni giorno devo compiere per portare avanti l’azienda e far conoscere e apprezzare il mio vino”.uva spremuta

Alberto è orgoglioso della storia di “una famiglia che si tramanda attraverso la fusione tra esperienza antica e spirito innovativo che io e i miei fratelli stiamo portando avanti”. I vini Dal Cero viaggiano nelle Rete e per le strade dei paesi di tutto il mondo. Una “filosofia di vita” come la definisce Alberto quando parla del mestiere che ha attraversato tre generazioni e ancora oggi rappresenta il tratto distintivo dell’attività imprenditoriale. Se i Social sono il “suo braccio operativo”, la cantina è il suo “regno” e anche qui torna l’hi tech: tecnologia di vinificazione avanzata. Una grande sala, completamente interrata e climatizzata, custodisce le barriques e tonneaux. Tradizione enologica come la regola-madre, cui si aggiunge la selezione rigorosa della qualità delle uve. “In ogni bottiglia del nostro vino c’è sì tutta la passione che racconta la lunga storia della famiglia, ma soprattutto c’è l’anima del terroir” spiega Alberto mentre posta pancali di vino pronti a partire per l’America. Clanis è il portabandiera della tenuta: piantato alla quota più alta su terreni argilloso-sabbiosi; poi tanto sangiovese – vitigno principale della Tenuta,  ma l’innovazione introdotta da Alberto Dal Cero si chiama Syrah. “Abbiamo fatto un investimento significativo perchè questo vitigno ha dimostrato di fiorire nel clima locale: estati calde ed escursioni termiche tra il giorno e la notte sono le condizioni ideali per catturare i profumi intensi di quest’uva e garantirne una perfetta maturazione. Clanis è uno Syrah in purezza di particolare interesse, al naso e in bocca.vino dal cero

“Ne vado orgoglioso perché fin dalla sua prima versione questo vino ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi a livello internazionale

Produciamo anche merlot, cabernet sauvignon e tra i bianchi lo chardonnay con una particolare attenzione ai vitigni autoctoni: trebbiano toscano e vermentino. La ‘crème de la crème’ della nostra produzione che comprende il Vigneto Runcata nel Veneto e Klanis in Toscana, porta la firma Linea Augusto Dal Cero; il mio bisnonno e i nostri vini più prestigiosi sono dedicati a lui. Coltiviamo le nostre viti solo come i nostri nonni ci hanno insegnato, in modo rigorosamente naturale, senza l’utilizzo di prodotti chimici, ispirandoci al concetto di agricoltura biodinamica”. Click, un altro scatto. Stavolta un tweet e una foto del suo Klanis e centoquaranta caratteri per raccontare l’intervista con CittadinidiTwitter.

 

 

 

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LUCIA BIGOZZI

Toscanissima. Giornalista per passione. Ventiquattro anni fa avevo due opzioni: o l’insegnamento (laurea in lettere classiche) o quella di chi mi diceva “Giornalista? Per carità, trovati un uomo ricco e sposalo". Ho scelto la mia di strada, controvento. Dal 1988 duri anni di gavetta, puro precariato, eppure preziosi perchè mi hanno fatto scuola. Prima sui campi di calcio di una piccola squadra di provincia per il Corriere dell'Umbria, poi undici anni nella redazione del tg di Teletruria (emittente televisiva di Arezzo). In quegli anni arrivò l'assunzione al quotidiano Il Corriere di Arezzo, l’esame a Roma per diventare giornalista professionista e di lì a poco la collaborazione con l'Ansa (per quattro anni corrispondente da Arezzo). Dopo l'esperienza televisiva e quando tutto sembrava andare storto, mi sono aperta una piccola agenzia di stampa fornendo notizie a radio, quotidiani e tv locali. Chiusa quella fase, ci fu la corrispondenza per Il Giornale della Toscana (dorso regionale de Il Giornale) e un anno dopo l'assunzione nella redazione del quotidiano di Firenze dove sono rimasta per dieci anni (dalla nera alla bianca), scalando piano piano i gradini della carriera professionale fino a diventare caposervizio del politico. Anni bellissimi durante i quali ho avuto l'opportunità di scrivere anche per il quotidiano nazionale. Infine nel 2009, il 'grande salto' a Roma con l'entusiasmo di rimettermi ancora una volta in gioco, ricominciando da me. Quattro anni alla redazione de L'Occidentale (vicecaporedattore), sempre a tu per tu con la 'politica-mon-amour', il desk e la gestione delle piattaforme web. Oggi, nella redazione del quotidiano online Intelligonews. Le mie parole-chiave: avanti, coraggio, tenacia, umiltà, obiettivo. Ultima “conquista”: Sommelier del vino!

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