Un “vulcano” bianco molto social

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Quando affondi il naso nel Runcaris senti la forza del vulcano e la delicatezza dei fiori di collina. Un contrasto che si esalta nei sentori e nel gusto del Doc Soave Classico di Fattori. Veneto: vigneti fino a cinquecento metri di altitudine. Vitigni diversi per vini diversi, raccolti a mano e lavorati con l’arte e la sapienza di una famiglia di viticoltori da tre generazioni. Antonio Fattori ha ricevuto il testimone dal padre che a sua volta guidò l’azienda creata dal capostipite, Antonio che iniziò a piantare viti nelle colline di Terrossa, tra Verona e Vicenza e non si scoraggiò quando, tornato sano e salvo dalla Grande Guerra, trovò i vigneti completamente devastati dalla fillossera. Le imageradici di famiglia sono profonde: dal secolo scorso fino ad oggi, verso nuovi traguardi. Contadini veneti per scelta e per passione, ti spiega Antonio Fattori che fu il primo della famiglia a studiare il vino, ad affinare la tecnica e puntare su scelte naturali. “Fin da subito per me è stato forte il desiderio di creare, sperimentare, portare metodo scientifico ed innovazione, ma anche ricerca delle più autentiche ed originali tradizioni. Volevo vini più attraenti, meno stantii e più vibranti, volevo assieme “soavità” d’aromi e volume”.

E così è stato: nuovi vigneti e recupero di alcuni antichi, contenitori in cemento, legno o acciaio, fermentazioni a temperature sempre più basse, alla ricerca del limite. Il Runcaris è la sintesi di tanta appassionata ricerca. Te lo dice con la dolcezza dello sguardo e la tenacia di chi il vino dell’azienda lo vende in tutto il mondo: Giorgia, la responsabile del settore commerciale è orgogliosa di rappresentare il brand Fattori. E nell’era del 3.0 i Social sono imageuno strumento che affianca e supporta le tecniche di vendita. “Twitter e Facebook sono le nostre ‘armi’ per diffondere la cultura, la filosofia dell’azienda Fattori e l’unicità dei nostri prodotti. Comunichiamo direttamente alle persone che amano il vino, agli addetti ai lavori, ai nostri buyer come lavoriamo: la cifra è il terroir perchè il vino nasce prima di tutto in vigna. I nostri vigneti ‘bianchi’ si trovano sui crinali basaltici della Val D’Alpone. Recentemente, è stata acquistata una proprietà di 12 ettari in località Col de la Bastia (altitudine 400 metri), zona Valpolicella in comune di Montecchia di Crosara, tanto per citare due esempi”. La filosofia di Fattori corre sui Social e il concetto chiave è: “Prima di parlare di vigne e vigneti è necessario spiegare come e con cosa coltiviamo. Da qualche anno abbiamo deciso di affidare la cura dei nostri vigneti a pratiche agronomiche ad elevata sostenibilità ambientale”. Giorgia twitta foto e news mentre racconta l’azienda Fattori: “In ogni istante teniamo aggiornati i nostri follower accompagnandoli in un racconto quotidiano, fatto di piccoli ma significativi dettagli. E i Social sono anche uno strumento diverso ed estremamente versatile per portare avanti il businnes”.image
Runcaris, ma anche Danieli Doc Soave, cento per cento Garganega in piccola parte da vendemmia tardiva sulle colline vulcaniche di Terrossa e Roncà: freschezza, sapidità, profumi intensi le caratteristiche che ti restano nel naso e in bocca quando lo assaggi. Nella “batteria” di Fattori ci sono altri “campioni”: tra questi, il Col de la Bastia Doc Valpolicella Ripasso. Il Ripasso è una tecnica tradizionale di vinificazione che prevede una rimacerazione del vino Valpolicella sulle vinacce dell’Amarone appena svinato. Segue una maturazione in botti di rovere per diciotto mesi. Emozioni intense, tutte dentro il calice dove oscilla lentamente il Col de la Bastia Docg Amarone della Valpolicella, uno dei vini di punta che tiene alta nel mondo la bandiera del Veneto che fa vino. Giorgia non ha più tempo: il ritmo dei tweet impone concentrazione. E racconto.

 

 

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LUCIA BIGOZZI

Toscanissima. Giornalista per passione. Ventiquattro anni fa avevo due opzioni: o l’insegnamento (laurea in lettere classiche) o quella di chi mi diceva “Giornalista? Per carità, trovati un uomo ricco e sposalo". Ho scelto la mia di strada, controvento. Dal 1988 duri anni di gavetta, puro precariato, eppure preziosi perchè mi hanno fatto scuola. Prima sui campi di calcio di una piccola squadra di provincia per il Corriere dell'Umbria, poi undici anni nella redazione del tg di Teletruria (emittente televisiva di Arezzo). In quegli anni arrivò l'assunzione al quotidiano Il Corriere di Arezzo, l’esame a Roma per diventare giornalista professionista e di lì a poco la collaborazione con l'Ansa (per quattro anni corrispondente da Arezzo). Dopo l'esperienza televisiva e quando tutto sembrava andare storto, mi sono aperta una piccola agenzia di stampa fornendo notizie a radio, quotidiani e tv locali. Chiusa quella fase, ci fu la corrispondenza per Il Giornale della Toscana (dorso regionale de Il Giornale) e un anno dopo l'assunzione nella redazione del quotidiano di Firenze dove sono rimasta per dieci anni (dalla nera alla bianca), scalando piano piano i gradini della carriera professionale fino a diventare caposervizio del politico. Anni bellissimi durante i quali ho avuto l'opportunità di scrivere anche per il quotidiano nazionale. Infine nel 2009, il 'grande salto' a Roma con l'entusiasmo di rimettermi ancora una volta in gioco, ricominciando da me. Quattro anni alla redazione de L'Occidentale (vicecaporedattore), sempre a tu per tu con la 'politica-mon-amour', il desk e la gestione delle piattaforme web. Oggi, nella redazione del quotidiano online Intelligonews. Le mie parole-chiave: avanti, coraggio, tenacia, umiltà, obiettivo. Ultima “conquista”: Sommelier del vino!

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