Wine in Motion… Social

0

Dal Nord al Sud del mondo. Un viaggio con Nica in Sudafrica e in Georgia diventa l’avanguardia di Riccardo Siviero, importatore di vini “prima per passione poi per business”. Detto così può sembrare uno slogan ‘piacione’ ma quando ti racconta come al mestiere di consulente finanziario in una banca ha affiancato (ormai surclassandolo) la scoperta e la commercializzazione di vini stranieri, ti rendi conto che è proprio così. Il primo incontro con le barbatelle avviene a Montalcino patria del Brunello, dove viene spedito dalla banca per risollevare le sorti di un’azienda in difficoltà: “Da lì è iniziato tutto” dice sorridendo quasi a stupirsi di come questa passione a lungo coltivata ma riposta in un cassetto delle “passioni” a un certo punto gli è esplosa dentro, con un effetto dirompente e assoluto. Oggi Mediatis è il progetto che porta avanti con un team giovane di esperti: Luca Cristaldi, sommelier ed External Relation & Press Release, Alessandra Quattrocchi, sommelier Ais, Event& Marketing.

Dai numeri della banca a quelli del vino, il salto è notevole. Perchè?

E’ una sfida e un’emozione continua. Mi affascina il fatto che il vino è la trasposizione di ciò che sta sotto terra e di ciò che diventa in un calice: nessun frutto ha questo percorso, questa trasformazione. La passione nasce da qui e dagli incontri con i produttori che prima di tutto sono amici.20141112_230106

Come con la Nina e il Kisi?

Un incontro davvero speciale. Nina è un’ex ballerina del Bolschoi. L’ho incontrata a Tiblisi, poi ho visitato la sua azienda e conosciuto il marito Gregory: ho visto come curano le vigne e come producono il loro Kisi e ho deciso che dovevo far conoscere quel vino dal colore dell’ambra in Italia. Il Kisi è un uvaggio unico per la Georgia ed estremamente delicato; raggiunge la sua massima espressione nella regione del Kakheti. Dopo la vendemmia le uve passano attraverso un controllo rigoroso, poi l’uva viene diraspata e pressata; le fecce vengono aggiunte al mosto che poi viene messo in anfore riempite per i due terzi della capacità. Per avviare il processo di fermentazione viene aggiunto 3-4 per cento di lievito puro al mosto. Dopo la fermentazione, l’anfora viene riempita fino alla piena capacità. Quando la feccia si è depositata sul fondo dell’anfora e l’anidride carbonica è completamente evaporata, l’anfora viene sigillata ermeticamente e il vino viene conservato per un mese. Questo processo è seguito dalla decantazione del vino che poi viene travasato in un’altra anfora per un ulteriore periodo di invecchiamento. Mia moglie ha assaggiato il Kisi, come fa in tutte le aziende che andiamo a scoprire, e se n’è innamorata subito: è lei la prima fan di Nina.

Ma importare vini stranieri nella patria mondiale del vino, l’Italia, non è un paradosso?

Il mio obiettivo è offrire un’alternativa a chi ama il buon bere, proponendo esclusività e prodotti di nicchia. Insomma, voglio destabilizzare il sistema, rompere gli schemi con il Kisi di Nina e il Sauvignon Blanc sudafricano, grandissimo vino…e non solo.

Vino dal mondo ma come comunicarlo?

Attraverso i Social network. Li uso tantissimo, ogni giorno e curo personalmente i post su Twitter, Facebook: attraverso la forza dell’immagine ho la possibilità di trasferire ciò che faccio, quando lo faccio e come lo faccio. Informazioni ed emozioni, come quelle di una sera dedicata alla degustazione. E’ anzitutto un piacere personale stare in contatto e in tempo reale con le persone che ti seguono e attraverso le mie proposte possono conoscere e scoprire qualcosa di diverso e di veramente unico. Anche perchè i Social consentono di vedere e monitorare in tempo reale la tua attività: molte persone mi contattato dicendo “sei sempre sul pezzo”… In ogni tasting che organizzo scatto foto al tavolo, all’allestimento e ovviamente ai vini mentre le persone li assaggiano e si confrontano: tutto in tempo reale e tutto per tante altre persone che non essendoci fisicamente, possono comunque conoscere le novità dalla Georgia e appassionarsi a un vino nuovo, tutto da scoprire. E’ un’attività bellissima…

E il lavoro in banca?

Ha mai fatto il consulente finanziario? Un conto è la sopravvivenza , un conto è il divertimento che va ben oltre.

20141112_234756

Riccardo scatta foto alla serata che ha curato personalmente insieme a Luca e Alessandra al ristorante La Pallacorda, a due passi da via della Scrofa a Roma, via ‘politica’ per antonomasia nel quadrilatero dei palazzi del potere. Vini georgiani – su tutti il Kisi e La Nina millesimo 2010 (cabernet sauvignon, cabernet franc e malbec) –, un Sauvignon Zanut di Kolijancic, preceduti da un Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg extra dry e in versione brut, in abbinamento con piatti a base di pesce creati da Luigi, gran gourmet e appassionato di vino. Dulcis in fundo: Moscato d’Asti Docg (2012) di Marco Binco accompagnato a una torta soffice caprese con fonduta di cioccolato bianco. Boom.

Riccardo scatta, poi apre il tablet: “Voglio che tutti i miei follower siano qui con noi a condividere le nostre emozioni”. Wine in Motion.

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

LUCIA BIGOZZI

Toscanissima. Giornalista per passione. Ventiquattro anni fa avevo due opzioni: o l’insegnamento (laurea in lettere classiche) o quella di chi mi diceva “Giornalista? Per carità, trovati un uomo ricco e sposalo". Ho scelto la mia di strada, controvento. Dal 1988 duri anni di gavetta, puro precariato, eppure preziosi perchè mi hanno fatto scuola. Prima sui campi di calcio di una piccola squadra di provincia per il Corriere dell'Umbria, poi undici anni nella redazione del tg di Teletruria (emittente televisiva di Arezzo). In quegli anni arrivò l'assunzione al quotidiano Il Corriere di Arezzo, l’esame a Roma per diventare giornalista professionista e di lì a poco la collaborazione con l'Ansa (per quattro anni corrispondente da Arezzo). Dopo l'esperienza televisiva e quando tutto sembrava andare storto, mi sono aperta una piccola agenzia di stampa fornendo notizie a radio, quotidiani e tv locali. Chiusa quella fase, ci fu la corrispondenza per Il Giornale della Toscana (dorso regionale de Il Giornale) e un anno dopo l'assunzione nella redazione del quotidiano di Firenze dove sono rimasta per dieci anni (dalla nera alla bianca), scalando piano piano i gradini della carriera professionale fino a diventare caposervizio del politico. Anni bellissimi durante i quali ho avuto l'opportunità di scrivere anche per il quotidiano nazionale. Infine nel 2009, il 'grande salto' a Roma con l'entusiasmo di rimettermi ancora una volta in gioco, ricominciando da me. Quattro anni alla redazione de L'Occidentale (vicecaporedattore), sempre a tu per tu con la 'politica-mon-amour', il desk e la gestione delle piattaforme web. Oggi, nella redazione del quotidiano online Intelligonews. Le mie parole-chiave: avanti, coraggio, tenacia, umiltà, obiettivo. Ultima “conquista”: Sommelier del vino!

Leave A Reply


*