“Ciao, sono il tuo soccorritore”, la campagna #UgualiDiritti dei volontari di Molassana

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“Ciao, sono il tuo soccorritore, quando ti porto in ospedale non mi chiedi se sto con un maschio o con una femmina. Per questo chiedo #ugualidiritti”. Così recita il cartello che i 23 volontari genovesi della Pubblica Assistenza di Molassana tengono tra le mani nelle foto che hanno deciso di scattare e postare su Facebook per sostenere la campagna Uguali Diritti, lanciata durante la discussione alla Camera della legge sulle unioni civili.

Un testo semplice eppure di grande impatto che, accompagnato da quei 23 volti di volontari soccorritori, ha messo ha segno un risultato degno di grandi campagne di comunicazione. In poche ore i volontari di Molassana hanno conquistato il web. Le loro foto sono diventate virali rimbalzando su migliaia di profili Facebook: le condivisioni sono state oltre 5400 (e continuano ad aumentare), 3,5mila i like/love/wow e 226 i commenti, in gran parte di cittadini che hanno molto apprezzato il gesto dei volontari.

img_2255.jpgLa Pubblica Assistenza di Molassana ha da poco festeggiato quarant’anni e a Genova, nel popoloso quartiere di Valbisagno, non svolge solo servizi di soccorso (50 interventi al giorno e 200 urgenze al mese) ma promuove anche attività per i più piccoli gestendo, sempre grazie all’impegno dei volontari, un centro estivo e un doposcuola.

Come ha spiegato il presidente dell’associazione Matteo Brillante, i volontari hanno ideato questa campagna pensando ‘semplicemente’ a quello che sono e fanno ogni giorno. “Noi siamo legati all’Unicef che sostiene l’uguaglianza dei diritti senza discriminazioni – ha detto Matteo Brillante – e come pubblica assistenza apriamo le porte a tutti senza distinzione politica né di orientamento sessuale. Volevamo in questo momento lanciare un messaggio chiaro in questo senso”.

E il messaggio è arrivato forte e chiaro, anche grazie alla potenza dei social.

Nel 2010 il Comune di Napoli ha realizzato una campagna contro l’omofobia che proponeva un concetto simile. Nei manifesti affissi in città campeggiavano le foto di Francesco, 36 anni macellaio, e Nicola, da 7 anni fidanzato con Francesco. Tra le due foto il testo: “Se non sapessi che è omosessuale sarebbe solo il tuo macellaio”.

Ebbene, senza nulla togliere alla campagna napoletana, le foto dei volontari di Molassana hanno una forza che quei manifesti non hanno. I volontari ci hanno messo letteralmente la faccia e quell’esporsi in prima persona, presentandosi per quello che sono, ha dato forza e autorevolezza al messaggio. Il mezzo ha fatto il resto.

Grazie alla diffusione via social le persone non si sono limitate a guardare quelle 23 foto ma le hanno fatte proprie pubblicandole a loro volta. Oltre 5 mila persone hanno letteralmente condiviso le parole dei volontari di Molassana ampliandone e potenziandone il significato.

Ecco che un gesto ‘volontario’ può fare la differenza, dentro e fuori i social media.

 

 

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CRISTINA GALASSO

Livornese ma a Pisa devo i miei studi in storia moderna. Lavoro all’Ufficio Comunicazione di Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Il non profit e la comunicazione digitale sono da sempre la mia passione. Mi trovate anche su Telegram con il canale @SocialPositiveNews.

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