Helpfreely, la piattaforma che trasforma gli acquisti online in solidarietà

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Un po’ crowdfunding e un po’ charity shop: ecco Helpfreely.org, la piattaforma nata in Spagna e da poco sbarcata in Italia che trasforma gli acquisti online in azioni di solidarietà. Grazie a questa piattaforma gratuita, realizzata dall’omonima fondazione dell’imprenditore e filantropo francese Guillaume Renault, il commercio elettronico diventa uno strumento di raccolta fondi per il non profit.

Si parla molto di come profit e non profit possano interagire e collaborare per produrre valore sociale tuttavia, soprattutto in Italia, questi due mondi fanno ancora fatica ad incontrarsi. Da oggi con Helpfreely.org sarà un po’ più semplice. A mettere insieme associazioni e aziende, creando un “circuito benefico”, ci pensano i consumatori con i loro acquisti online, ovvero 500milioni di persone che ogni giorno comprano su internet muovendo un mercato che vale 1,3 trilioni di dollari.

Chiunque può registrarsi alla piattaforma, scegliere l’associazione da sostenere e quindi compiere il proprio acquisto online presso una delle aziende che aderiscono all’iniziativa. Una percentuale della spesa va a sostenere l’associazione prescelta. Ogni azienda fissa la percentuale da devolvere e, in totale sicurezza e senza costi per l’utente e l’associazione, l’acquisto genera una donazione.

E questo è senz’altro l’aspetto più innovativo di Helpfreely: offrire a cittadini e aziende l’occasione di trasformare un’attività profit in un’azione a sostegno del non profit. Ma per saperne di più ho intervistato Stefano Piana che gestisce la piattaforma italiana.

Stefano è uno dei tanti giovani che hanno lasciato l’Italia per cercare fortuna e che oggi lavorano nel mondo del web.Sono nato e cresciuto a Genova, nel 2010 mi sono laureato in lettere moderne e sono partito per la Spagna. Qui ho cominciato a lavorare nel settore online finché un anno fa sono entrato nel team di Helpfreely.org. Ora passo le mie giornate tra telefonate con le non profit e riunioni con i colleghi dell’ufficio, rigorosamente in spagnolo!”.

Helpfreely è presente in 7 paesi (Italia, Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Messico e Stati Uniti) ma alla piattaforma si possono registrare organizzazioni e persone di ogni parte del mondo. “L’idea del nostro fondatore, Guillaume Renault, è proprio questa: permettere alle persone di sostenere qualsiasi non profit, senza nessuna spesa di tempo o di denaro”.

Stefano ci tiene a sottolineare che Helpfreely.org è un progetto non profit. “La Help Freely Foundation è un’organizzazione senza scopo di lucro iscritta all’Aef, il registro delle fondazioni spagnole, e trattiene solo l’8% di ogni donazione generata per garantire il funzionamento della piattaforma e dell’intera iniziativa”.

Lo staff di Helpfreely è composto da 20 persone di 15 diverse nazionalità a cui si aggiungono, proprio perchè si tratta di una non profit, anche sei volontari Sve, il servizio volontario europeo. “I volontari Sve ci aiutano a tenere i contatti con le associazioni e a diffondere il progetto. Sono sei ragazzi splendidi e vitali, a cui insegnare e da cui imparare molto”.

Ad oggi sono 1.772 le organizzazioni registrate sulla piattaforma e 141 sono italiane: si va dalla piccola associazione locale alla ong, dall’associazione culturale o ambientale a quella che si occupa delle persone con disabilità o dei malati di tumore. Le aziende partner sono, invece, 5.365 in tutto il mondo, 394 in Italia. “Tra i nomi più conosciuti, precisa Stefano, eBay, Booking.com, La Feltrinelli o Kiabi”.

Chi sono i donatori di Helpfreely? I donatori sono principalmente di due tipi: la prima tipologia è costituita da persone che donano regolarmente, spesso già affiliate ad una non profit, e che decidono di integrare il loro apporto con questo nuovo strumento. Il secondo tipo - continua Stefano – è formato dagli ‘online shoppers’: compratori abituali che decidono di sfruttare i loro consueti acquisti per compiere una buona azione”. 

Per rendere più facile l’acquisto-donazione Helpfreely ha messo a punto due strumenti: Shop&Help e HelpFreely App. Per spiegare il loro funzionamento, Stefano usa la metafora del viaggio in macchina: “con Shop&Help è un po’ come andare a fare benzina prima di partire per un viaggio: l’utente passa prima dal nostro sito e poi si dirige al negozio online. Con HelpFreely App, un’estensione gratuita per Chrome o Firefox, si fa benzina in autostrada: senza deviazioni nel percorso. Entrambi i metodi sono validi ma per comodità degli utenti consigliamo sempre di scaricare la HelpFreely App”.

Come tutte le raccolte fondi, perchè questo meccanismo abbia successo c’è bisogno innanzitutto di un impegno attivo da parte delle associazioni. “Diverse non profit hanno già raggiunto buoni risultati ma - avverte Stefano – c’è ancora molto da fare. Da parte delle organizzazioni si tratta di ‘seminare’ il terreno giorno per giorno, parlando con i propri sostenitori, affinchè queste donazioni automatiche diventino un gesto abituale e i risultati germoglino da sé. Lettori: parlate di Helpfreely.org alle non profit che conoscete e invitatele ad iscriversi!”.

Registrare la propria associazione è semplice e veloce, basta compilare un modulo online con i dati dell’associazione e quindi, dopo una verifica della correttezza dei dati, l’associazione è pronta a raccogliere le donazioni. E allora che aspettate?

Helpfreely è anche su Facebook e Twitter.

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About Author

CRISTINA GALASSO

Livornese ma a Pisa devo i miei studi in storia moderna. Lavoro all’Ufficio Comunicazione di Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Il non profit e la comunicazione digitale sono da sempre la mia passione. Mi trovate anche su Telegram con il canale @SocialPositiveNews.

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