Il meglio dell’attivismo online: i vincitori del premio The Bobs

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Per chi si occupa di attivismo e innovazione digitale The Bobs – Best of Online Actvism è senz’altro uno degli eventi internazionali da seguire con grande attenzione. Istituito nel 2004 dal network televisivo tedesco Deutsche Welle, The Bobs rappresenta il più importante riconoscimento mondiale dell’ attivismo online. Ogni anno premia progetti e persone che usano la comunicazione digitale per promuovere i diritti umani, lo sviluppo sociale, la partecipazione dei cittadini.

Il 2 maggio in una conferenza stampa a Berlino, trasmessa in diretta Periscope e Twitter (#thebobs2016), sono stati proclamati i vincitori dell’edizione 2016, un’edizione che ha registrato numeri da record: 2.300 progetti candidati, 126 finalisti e 100mila votanti online. I candidati a The Bobs ricevono, infatti, il voto di chi si registra sul sito e di una giuria internazionale, composta da attivisti, giornalisti e comunicatori. E The Bobs è davvero un premio internazionale. Possono partecipare siti e progetti digitali realizzati in 14 lingue: Arabo, Bengalese, Cinese, Inglese, Francese, Tedesco, Hindi, Indonesiano, Persiano, Portoghese, Russo, Spagnolo, Turco, Ucraino. E’ possibile candidare un progetto scegliendo una delle 14 lingue oppure una delle quattro categorie tematiche: Social Change, Tech for Good, Arts and Culture, Citizen Journalism. Negli anni hanno partecipato progetti digitali di ogni tipo: campagne online, web-radio, applicazioni, blog, cartoni e web-documentari, videogame. Nel 2015 uno dei vincitori è stato il videogame Zaytoun, realizzato da un collettivo di attivisti siriani, palestinesi e spagnoli, il cui protagonista è un bambino siro-palestinese costretto a scappare in seguito alla distruzione della sua casa nel campo profughi di Yarmouk.

Quest’anno ad aggiudicastop Acidrsi il premio della categoria Social Change il sito della campagna indiana Stop Acid Attacks contro la cosiddetta ‘acidificazione’ delle donne, una delle forme di violenza più crudeli e odiose. Ogni anno, soprattutto nell’Asia meridionale, centinaia di donne sono sfigurate e colpite da gravi menomazioni perché hanno osato ribellarsi al potere maschile rifiutando rapporti sessuali, matrimoni e pagamenti di dote. Il voto popolare per questa categoria, invece, è andato a Hass hilft (Dona l’odio), innovativa campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa dall’organizzazione tedesca Exit, attiva nel contrasto al neonazismo. La campagna invita i cittadini a commentare con il banner “Hate Helps” i post che su Facebook incitano all’odio (hate speech). Per ogni post segnalato è donato un euro ad associazioni che si occupano di rifugiati o che supportano chi vuole lasciare i gruppi neonazisti. Ad oggi la campagna ha raccolto 10mila euro.

gershaVincitore della categoria Tech for Good l’applicazione per smartphone Gersha, realizzata da un gruppo di sviluppatori anonimi con lo scopo di aiutare gli iraniani ad evitare i controlli della “polizia morale” (Ershad) in diverse città del paese. Sebbene il governo iraniano abbia provato a bloccarla, l’app ha già registrato migliaia di download. Grazie al crowdsourcing i cittadini possono segnalare dove sono appostate le guardie e quindi aiutare altri ad evitare i controlli. Ershad, infatti, ha il compito di vigilare che vengano rispettate le regole di vita islamiche, ad esempio rispetto all’abbigliamento. Il pubblico ha scelto Ramy Raoof, tecnologo e attivista egiziano che ha sviluppato per conto di ong e organizzazioni che operano nella difesa dei diritti umani programmi e protocolli per la sicurezza digitale. Nel gennaio 2016 è stato incluso da Cisco nella lista dei 100 top Info Security Influencers. Proprio qualche giorno fa Ramy Raoof ha pubblicato un articolo su El Pais, tradotto in italiano da Global Voices, sulla sorveglianza nell’Egitto post-rivoluzione. Una lettura che consiglio per capire quanto l’impegno di Raoof sia importante e rischioso.

Il premio per la categoria Arts and Culture se lo è aggiudicato il Center for Political Beauty, organizzazione tedesca che unisce l’impegno politico e per i diritti umani a performance e forme d’arte con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di drammatica attualità, come le morti dei migranti nel Mediterraneo, l’esportazione di armi, i confini chiusi.

foto_bangladeshIl voto popolare per questa categoria è andato al fotografo documentarista del Bangladesh GMB Akash, il cui lavoro è molto seguito anche su Instagram. E dal Bangladesh viene anche il vincitore del premio per la categoria Citizen Journalism. Si tratta di Razor’s Edge, documentario che denuncia la persecuzione dei blogger bengalesi da parte dei fondamentalisti islamici, supportati in molti casi da politici e rappresentanti del governo. Infine il voto online ha premiato Vahid Online attivista e blogger iraniano. Molto noto nel mondo dei social media per la sua attività di informazione e di lotta alla censura, Vahid è un punto di riferimento per giornalisti e attivisti dentro e fuori l’Iran. Recentemente ha aperto su Telegram un canale di informazione che ha oltre 42mila iscritti.

Questi i vincitori delle categorie tematiche, a cui si aggiungono i 14 progetti digitali – uno per ogni lingua – più votati dagli utenti online. Per la lingua inglese, il premio è andato a Open Migration, la piattaforma promossa da Cild – Coalizione Italiana per la Libertà e i Diritti Civili che offre analisi e dati sui migranti per contrastare la disinformazione e scardinare pregiudizi e luoghi comuni. Un bel riconoscimento che ci auguriamo dia ancora più forza e visibilità a questo importante progetto di informazione. Cild e tutti i vincitori di The Bobs saranno a giugno a Bonn per la cerimonia di premiazione che si terrà all’interno del Global Media Forum, importante appuntamento internazionale dedicato al ruolo dei media nella politica e nella società civile.

 

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CRISTINA GALASSO

Livornese ma a Pisa devo i miei studi in storia moderna. Lavoro all’Ufficio Comunicazione di Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Il non profit e la comunicazione digitale sono da sempre la mia passione. Mi trovate anche su Telegram con il canale @SocialPositiveNews.

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