Municipi solidali: il volontariato nei cinguettii dei Comuni italiani

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Dalla ricerca Cittadini e istituzioni, prosumers di informazione: i comuni italiani e Twitter condotta dal Laboratorio Ladest dell’Università di Siena (@LadestUnisi) sappiamo che sono su Twitter circa 461 Comuni italiani (il 6% del totale) e che la gran parte tuitta su territorio, cultura e turismo, poco su governance ed emergenze. Se scendiamo più nel dettaglio, grazie all’analisi TwitterPA 2012 di Giovanni Arata (@Giovanni_Arata), scopriamo che l’88% dei Comuni tuitta informazioni di pubblica utilità e l’80% eventi e iniziative.

A questo punto, per chi come me si occupa di comunicazione e terzo settore, la domanda sorge spontanea: quanti Comuni diffondono su Twitter notizie riguardanti il volontariato e più in generale attività di solidarietà e di impegno civico? Purtroppo pochi. Il dato non stupisce visto che in Italia il volontariato e il non profit faticano ad imporsi nel mondo della comunicazione, e quella pubblica – on e offline – ahimè non fa eccezione.

Tuttavia qualcosa si muove, soprattutto tra i Comuni più attivi su Twitter e più attenti alla partecipazione dei cittadini. Ma cosa e come tuittano i Comuni italiani quando parlano di volontariato e associazionismo?

Innanzitutto i Comuni tuittano iniziative di volontariato e di impegno civico che li vedono coinvolti direttamente o che interessano attività di pubblica utilità. Ecco, ad esempio, qualche tweet di @ComuneNapoli, @Twiperbole (Comune di Bologna), @ComuneVenezia e @RomaCapitale:

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Interessante la modalità adottata da @ComuneNapoli che tuitta l’iniziativa di @Legambiente anche con l’account @UrpNapoli così da dare più visibilità e continuità alla notizia.

Altri Comuni, oltre a promuovere attività di volontariato e iniziative di solidarietà, si rivolgono direttamente a cittadini e volontari, come nel caso di @ComuneFi e @ComuneCalcinaia:

 

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In particolare il Comune di Firenze con un semplice tweet ringrazia i volontari (cosa che succede davvero di rado e non solo su Twitter!) e li rende protagonisti di una ‘buona azione’ e di un nuovo servizio per i cittadini. Peccato però che nel tweet il Comune di Firenze non menzioni l’account @HumanitasFi! Si è persa così l’occasione di coinvolgere direttamente l’associazione e creare una possibile iterazione.

Continuando nella ricerca ci accorgiamo che alcuni Comuni tuittano non solo notizie sul volontariato ma di interesse per le associazioni di volontariato. Si tratta di un aspetto importante che, a mio avviso, i Comuni dovrebbero sviluppare e praticare di più.

Tuittare, ad esempio, i termini di iscrizione al Registro del Volontariato o informazioni sui bandi rivolti al terzo settore significa considerare le associazioni e i volontari come destinatari di un servizio di informazione e non solo come ‘oggetto’ di comunicazione.  Ecco alcuni esempi, anche di piccoli Comuni come @ComunediDesio e @ComunediUri:

 

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Infine c’è chi, ma per ora è un caso ‘unico’ e speriamo non isolato, ha scelto di dedicare al volontariato un profilo autonomo su Twitter. Si tratta di @VoceMilano, l’account della Casa del Volontariato di Milano promossa da @ComuneMi e Ciessevi – Centro di Servizio per il Volontariato.

 

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Quello di @VoceMilano è un caso molto interessante perché parte di un più ampio progetto di comunicazione digitale. Oltre ad essere presente sui principali social media, Voce Milano parla a cittadini e associazioni anche attraverso il portale http://voce.milano.it. Il progetto nasce dalla sinergia tra Comune e Centro di Servizio, un esempio di buona prassi che altri Comuni potrebbero adottare, considerando che i Centri di Servizio per il Volontariato sono 78 e sono presenti in tutte le regioni.

Ci sono poi Comuni che pur avendo dedicato all’impegno civico e alla solidarietà portali, blog e pagine Facebook non hanno ancora creato profili ad hoc su Twitter. Penso, ad esempio, a http://www.miimpegnoaparma.it, portale del Comune di Parma che offre a cittadini e associazioni una vera e propria “piazza della solidarietà”. Una bella piazza che purtroppo non ‘cinguetta’, se non di tanto in tanto attraverso l’account @ComuneParma.

Stesso discorso per il progetto Ci.Vi.Vo del Comune di Rimini: progetto tutto dedicato alla cura della città e al “volontariato urbano” che può contare su pagine web dedicate, un blog (poco aggiornato!) e un profilo Facebook ma non su un account Twitter. E a poco è servito l’hashtag #Civivo, un’idea interessante se @ComuneRimini lo usasse di più e lo promuovesse in modo più efficace.

Se i casi di Parma e Rimini sorprendono un po’, è anche vero – come mostra l’esperienza di altri Comuni – che si può fare una buona comunicazione pubblica sui temi del volontariato e della solidarietà anche senza account Twitter dedicati ma prestando attenzione ai contenuti, al modo con cui si comunica e si interagisce.

Ecco allora che alcuni Comuni tuittano non di rado notizie e informazioni sul servizio civile e sul servizio volontario europeo (Sve). Si tratta di una scelta interessante perché permette di diffondere tra i più giovani un importante strumento di impegno, partecipazione e cittadinanza attiva.

Ovviamente la gran parte dei Comuni tende a promuovere il servizio civile presso la propria amministrazione informando i giovani cittadini sui bandi e i posti disponibili e qualcuno, come @CittadiModena, lo fa in modo accattivante tuittando anche spot promozionali:

 

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Quanto il servizio civile stia diventando importante per i Comuni (e non solo da un punto di vista comunicativo) lo dimostra il fatto che @ComuneVenezia ha aperto un profilo, prima su Facebook e poi su Twitter, tutto dedicato al servizio civile attraverso cui dare voce ai volontari e raccontare i progetti anche con l’aiuto di immagini e video.

 

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Mi piacerebbe che altri Comuni seguissero l’esempio veneziano. Un account dedicato al servizio civile permette di comunicare in modo più efficace un’importante esperienza di volontariato e promuovere l’attivismo e la partecipazione civica dei giovani, cosa che credo farebbe bene non solo ai Comuni ma a tutte le nostre comunità!

Il Servizio volontario europeo, invece, interessa meno anche perché è un ambito più di competenza degli Informagiovani e degli sportelli Europe Direct. Tuttavia quei Comuni che promuovono lo Sve lo fanno con una certa attenzione, tuittando informazioni su bandi e posti disponibili e, i più arditi come @Comune_Cagliari, presentando esperienze e testimonianze:

 

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Vi è, infine, un ambito rispetto al quale la comunicazione social dei Comuni è sempre più attenta: il volontariato di protezione civile. Anche a seguito dei recenti terremoti in Abruzzo ed Emilia e delle frequenti allerte meteo, molti Comuni usano Twitter per informare in modo rapido e immediato i cittadini sulle emergenze in corso e il volontariato è spesso protagonista di questo flusso informativo. Sappiamo, infatti, quanto l’attività dei volontari giochi un ruolo fondamentale nel nostro sistema di protezione civile.

Quella della comunicazione social in emergenza è una questione che sta sollevando una vivace discussione ma è soprattutto l’unica che vede oggi un confronto tra volontariato, enti locali, istituzioni, esperti nel tentativo di costruire una comunicazione pubblica condivisa. Una comunicazione che già può contare su alcune buone pratiche, come è emerso anche recentemente al Festival del Volontariato, ma non voglio soffermarmi oltre su questo aspetto perchè altri meglio e più di me lavorano e scrivono da tempo su questo tema (vedi, ad esempio, @lcalzolari @ChiaraBianchini @columdonnelly @CapitanAchab).

A conclusione di questa sommaria panoramica sulla comunicazione via Twitter dei Comuni italiani rispetto al volontariato e all’impegno civico, vorrei riprendere quanto scrive Francesco Di Costanzo (@fdicos10) nel suo Comune di Twitter.

Di Costanzo suggerisce 6 punti dai quali una pubblica amministrazione dovrebbe partire per una “comunicazione davvero completa e utile per la cittadinanza” e al punto 5 sottolinea comel’account Twitter di un Comune rappresenti “un canale informale attraverso il quale realizzare azioni civiche sul proprio territorio” e proprio per questo è importante che diventi, secondo Di Costanzo, un punto di riferimento non solo per i cittadini ma anche per associazioni e gruppi organizzati.

Purtroppo abbiamo visto come su Twitter i Comuni parlino ancora poco alle associazioni e quanto poco si occupino di volontariato e impegno civico ma forse non è solo colpa dei Comuni… Quanto le associazioni e i volontari comunicano su Twitter? In che modo interagiscono con i cittadini e con gli stessi Comuni sollecitandoli a diffondere e condividere notizie sull’attività che svolgono ogni giorno sul territorio?

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About Author

CRISTINA GALASSO

Livornese ma a Pisa devo i miei studi in storia moderna. Lavoro all’Ufficio Comunicazione di Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Il non profit e la comunicazione digitale sono da sempre la mia passione. Mi trovate anche su Telegram con il canale @SocialPositiveNews.

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